Professore Associato di Chimica Organica presso il Dipartimento DAFNE dell’Università di Foggia e Coordinatore Scientifico dello STAR*Facility Centre.
Il nuovo quadro europeo per lo sviluppo del settore delle alghe, con particolare attenzione alle strategie rivolte alla ricerca, all’innovazione, alla produzione sostenibile e alla creazione di nuove filiere industriali prende le mosse dai risultati del 2nd EU Algae Awareness Summit, organizzato dalla Commissione europea, da EU4Algae e dal Governo tedesco il 16 e 17 ottobre 2025 a Berlino.
Il Summit ha riunito oltre 250 rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, del mondo della ricerca, dell’industria e della società civile, confermando il ruolo delle alghe nella bioeconomia circolare e rigenerativa, nella sicurezza alimentare, nella neutralità climatica e nel ripristino degli ecosistemi acquatici. Dal confronto è emersa la necessità di accompagnare l’eccellenza scientifica e tecnologica europea con procedure autorizzative più semplici, standard condivisi, investimenti adeguati e strumenti capaci di sostenere l’industrializzazione delle soluzioni sviluppate.
Un passaggio particolarmente significativo è rappresentato dalla Algae Declaration, attraverso la quale gli Stati membri hanno riconosciuto le alghe come una risorsa strategica per le transizioni verde e blu dell’Europa. La Dichiarazione, pur non essendo giuridicamente vincolante, rafforza l’impegno politico verso una maggiore integrazione del settore algale nelle strategie nazionali ed europee e riconosce il suo contributo allo sviluppo di industrie marine sostenibili e rigenerative, anche nel quadro dello European Ocean Pact.
Un ruolo centrale in questo processo è svolto da EU4Algae, iniziativa promossa dalla Commissione europea e avviata nel 2022 per accelerare lo sviluppo di un settore algale europeo sostenibile e innovativo. Il network riunisce oggi circa 1.200 soggetti tra produttori, ricercatori, imprese, sviluppatori tecnologici, investitori, autorità pubbliche e organizzazioni della società civile. La piattaforma favorisce la condivisione di conoscenze, il coordinamento delle politiche, l’accesso alle opportunità di finanziamento e la costruzione di una comunità europea capace di trasformare i risultati della ricerca in prodotti, servizi e nuove iniziative imprenditoriali.
L’Associazione Italiana per lo Studio e le Applicazioni delle Microalghe – AISAM, di cui è Vicepresidente, promuove la ricerca scientifica, la formazione dei giovani e la collaborazione tra università e imprese, sostenendo lo sviluppo nazionale delle tecnologie per la produzione, la trasformazione e l’impiego delle biomasse microalgali. AISAM rappresenta quindi un importante punto di raccordo tra la comunità italiana e le strategie promosse a livello europeo.
Il progetto BIOBASED – Development support of blue biorefinery in the Adriatic Sea, finanziato dal Programma Interreg Italia–Croazia 2021–2027 e coordinato dall’Università di Foggia con l’Infrastruttura di Ricerca STAR*Facility Centre sta sperimentando sistemi di acquacoltura multitrofica integrata rigenerativa – IMTA, nei quali la produzione di macroalghe viene integrata con la produzione di mitili ed ostriche, contribuendo al recupero dei nutrienti e alla diversificazione ed innovazione delle produzioni.
Le sperimentazioni condotte nei siti pilota dell’area adriatica sono affiancate dallo sviluppo di strategie di bioraffineria blu per trasformare le alghe e i sottoprodotti della pesca e dell’acquacoltura in composti ad alto valore aggiunto, ingredienti, biomateriali e biostimolanti. BIOBASED rappresenta così un esempio concreto di come gli indirizzi europei possano tradursi in innovazione territoriale, cooperazione transfrontaliera e nuove opportunità per le imprese della Blue Economy.
Microalghe e macroalghe non costituiscono soltanto una risorsa biologica dalle molteplici applicazioni, ma una componente strategica del futuro sistema produttivo europeo. Per esprimerne pienamente il potenziale sarà necessario integrare ricerca scientifica, produzione sostenibile, tutela degli ecosistemi, standardizzazione, regolamentazione chiara, formazione e sviluppo del mercato, costruendo filiere competitive capaci di generare contemporaneamente valore economico, ambientale e sociale.
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